“Moviti… iasiti… sunnu i 5!! Amu a partiri”
Con questa notizia ferale la moglie reggina sveglia il suo consorte, un ammasso informe sotto strati e strati di coperte, piumoni, plaid.
AMU A PARTIRI.
E’ questa la frase chiave che riecheggia nelle case dei meridionali trapiantati al Nord almeno una volta l’anno.
AMU A PARTIRI… e in casa iniziano le grandi manovre.
Concetta si alza e, ciabattando, dà il via al primo rito della mattina della partenza: la preparazione dei panini, a culazioni: “Chi ssu ddi cosi chi vindunu nti bar, cu sapi i quand’è ddu prosciuttu”.
Naturalmente non stiamo parlando di panini normali, una sottiletta e un velo di mortadella, la moglie reggina cerca sempre di condensare un’intero pranzo in circa 10 cm quadrati di mollica e crosta: quindi mozzarella e pomodoro, con cipolla e una manciata di foglie di basilico in estate o prosciutto, mortadella e provola (“Sinnò senza provola u paninu sdinga!”) in inverno. Panini talmente tanto pieni da poter essere chiusi solo con molta fatica e, successivamente, essere aperti solo in presenza degli artificieri, rischio esplosione – maneggiare con cautela!
Il marito dopo un’ora, pace all’anima sua, fa capolino in cucina, un occhio chiuso e uno aperto, zoccolo al piede e capello arruffato“Ma u cafè no facisti ancora? Chi facisti finu ad ora?” e già ha vinto il primo jetta sangu della giornata, il primo di molti che arriveranno.
Si perché pensateci bene: i mariti si alzano sempre con molta calma, si stiracchiano bene, un braccio di qua e una gamba di là, finchè non scoprono che è tardi e allora ‘nci veni a prescia ‘nto culu e iniziano ad agitarsi come galline starnazzanti di qua e di là.
E arriva la tanto temuta preparazione delle valigie: Concetta inizia a metter dentro tutto quello che può servire per un paio di settimane fuori casa.
Ora fate attenzione, stiamo per svelarvi il segreto per un rapporto duro e stabile “ognuno mi si faci a so valigia!!!”: alzi la mano chi non si è sentito dire almeno una volta dal proprio compagno/a “senti maaaaaa…. Non mi purtasti i medicini?? E ora comu fazzu ieu? U sapiva, si peggiu i to mamma, mi vo ‘mmazzari prima ri me jorna ma ieu non ta dugnu a soddisfazioni. Moru cu l’occhi aperti!”. Ed è impossibile, credeteci, cercare di far capire loro che se dimenticano le medicine non è un problema vostro, dato che non siete voi quelli con problemi di salute. Sarebbe come chiedere a un padre reggino di non comprare le pastarelle la domenica: inutile.
Il marito intanto si aggira per casa, entra ed esce dalle stanze tante di quelle volte che viene da chiedersi se in realtà la casa non possieda delle stanze segrete, dei perorsi sotterranei, dei soppalchi non conosciuti, perché altrimenti non è possibile spiegare questi spostamenti repentini.
Le valigie sono chiuse e allineate in bella vista vicino la porta di casa: una valigia per il marito, un borsone pieno di buatte vuote, che saranno riempite di salsa fresca, fagiolini, pisellini, mulingiani sutt’ogghiu e tutto ciò che serve a riempire la propria dispensa, e due valigie per la moglie (una rigorosamente piena di borse e scarpe).
“Ma è necessariu mi ti porti tutta sta roba” domanda sbuffando il marito a Concetta “ogni vota pari ch’avimu a ffari u traslocu, mancu si staumu iendu a Hollywood mi ndi vidimu l’oscar!!! Non ti bastunu na scarpa e na burza???”
“Jetta sangu” risponde sogghignando la moglie, con un luccichio satanico negli occhi “a mola ti mangia nta me burza!!! Vero? Chidda china i buatti inveci non ti faci dispiaciri vero? O veni puru sta valigia cu mia o ieu non partu”.
E il marito lo sa, vorrebbe rispondere tranquillamente “ok, ndi virimu n’atri 7 iorna. Se rrivunu i ladri ‘bbaia e furiali” ma sa anche che lei, quella donna con anello d’oro all’anulare sinistro, stringe a mò di ostaggio il borsone con le cibarie, compresi i panini per il pranzo.
Rassegnato quindi cede al ricatto, si sa: gli uomini si prendono per la gola. E la moglie reggina lo sa molto bene…
Ma spettacolo degli spettacoli, anche il sito!!!!!!!!! Wow! Anzi, allocu ri caniiiiiiiiiiiiiiiii!!!
e tu ‘ndi fai fissa Gabriella?!?
in effetti un pochicedddu fissa vi faciva
ma ora nchianastu nta l’olimpu ri me miti (sempri sutta a Dan Caldwell)
ahahhahha Gabriella!!!!!!!
)))
hahhahahahhhahahahah mi faciti moriri puru ccaaa!!!!! gradi filosofi!!
filosofia number one……….
bravissimi Filosofi.un solo quesito:ma a proula(non provola) era Topolino Soresina e rrivava sudata?
è vero Caterina… è proula!!! ahahhahha