Una delle cose che le mamme reggine affrontano con serietà è la scelta del corredo per le figlie femmine! E questa pratica ha inizio già dalla tenera età delle malcapitate fanciulle.
Ricordo benissimo il mio decimo compleanno, il momento di scartare regali. Ero felicissima fino a quando ,nell’aprire un enorme pacco, mi accorsi che il contenuto non era né la casa delle bambole,tanto agognata, né Cicciobello: davanti ai miei occhi appariva in tutto il suo splendore una parure di lenzuola con copriletto abbinato.
Mia mamma insieme a tutte le donne adulte presenti in quel momento in casa cercavano i miei consensi, ottenendo invece come replica,pianti e disperazione.
Ma si può??? Con quale macabro coraggio si decide di regalare ad una bimba degli oggetti così inutili ?? “Vardati cummari,chistu è tuttu Sangallu!!” E più andavano avanti i commenti e più saliva la mia disperazione.
E’ inutile dirvi che la stessa scena si ripeté per tutti gli anni a seguire. Perché se hai la fortuna di nascere femmina a Reggio Calabria è bene essere preparate a questo tipo di esperienza, potrebbe segnarti l’intera esistenza!
Non veniva sprecata nessuna ricorrenza. A vent’anni potevo considerarmi proprietaria di una succursale della Zucchi e socia di maggioranza della Bassetti. L’ armadio della mia cameretta era stato trasformato in una filiale della Frette. Ed ogni qual volta ricevevamo visite ,erano tutte occasioni buone per mostrare l’intera mercanzia. E si dava il via ai commenti: “Varda che bellu chistu ,tuttu a intagliu”, “Bellu,bellu pippiddaveru”, ”Mu fici ricamari di monichi a Gallicu” Io, amici, ci sono stata in quel convento e la più giovane di quelle suore aveva fatto le scuole insieme all’uomo bicentenario; mi sono sempre chiesta “ma comu catinazzu fannu mi ricamunu si non c’ha fannu mancu mi tenunu a dritta?!?” Misteri della fede!
Credo che le madri reggine investano nel corredo per le proprie figlie, molto più di Berlusconi per costruire Milano 2. Per carità,ogni singolo lenzuolo e tovaglia da tavola erano dei pezzi unici , ma io non riuscivo ad apprezzarne il valore. Avrei preferito che ogni tanto al posto di una tovaglietta da te mi arrivasse un profumo, che invece di un set da bagno ricevessi un cd del mio cantante preferito. Nulla, non c’era verso. Qualche mese prima del matrimonio avviene il rito del ”rinfresco“ del corredo. Ovvero lavaggio e stiraggio di tutti i capi di biancheria. Forse voi non ci crederete ma io arrivai a contare oltre un centinaio di strofinacci da cucina e altrettante tovagliette da bidèt, non sarebbe bastata una vita intera per riuscire ad usare tutto quanto!
A questo rituale segue l’acquisto delle cose giornaliere ovvero altra roba “pi tutti i jorna”.Quindi ancora lenzuola, tovaglie, set da bagno meno pregiate ma pur sempre di qualità.
Pensate a chi decide di sposarsi nei mesi invernali. Conosco coppie che al rientro dai festeggiamenti, restarono sgomente nel costatare che il letto nuziale era stato preparato con una parure di lino bellissima ma a causa del freddo impraticabile! E armati di santa pazienza,dovettero cercare un piumone per non morire assiderati!
Confesso che io ho sempre e solo usato i capi giornalieri, utilizzando i migliori solo nelle grandi occasioni, come al battesimo delle mie figlie. In compenso ho un patrimonio inestimabile di biancheria per la casa che ogni tanto per non farla ingiallire devo tirare fuori e farle prendere aria. Nu burdellu!
Mi son sentita ripetere spesso: ”Li tramanderai alle tue figlie.” Si, come no! Io già me le immagino le nuove generazioni che ricevono come regalo una coperta in pura lana merinos al posto del tanto bramato iPhone….e voi?
By Giusi Iannì
brava giusi, con qualche riga scritta meravigliosamente bene, mi hai fatto rivivere bei momenti. Ho riso molto, perché mi rivedevo anch’io nell’infanzia, quando con mia sorella guardavamo la nostra dote ahahahahah, o focu meu, c’erano pure le mutande per la gravidanza, il pannolino di lino. Mi ricordo anche del venditore ambulante, che andando casa per casa, conoscendo ormai aundi c’eranu i fimmineddi, vendeva alle povere mamme biancheria unica, o le lenzuole abbinate uniche pure quelle, sulu chi tutta a strata l’avivunu. E si, la dote era molto importante ma utile non penso, perché come dici tu si utilizzano le cose giornaliere, figurati se io qui in belgio, mi mettevo u lenzolu cu merlettu o chiddi i linu chi su inghiacciati ahahahaha. Ma, francamente, la dote me la sono portata qui con me, l’ho transportata in treno con delle valigie che pisavunu un quintali, e anche se non la utilizzo é qui con me, e ogni tanto la spolvero, e mi metto a sognare a tutte queste storielle che ti riallacciano con il passato e mi fanno ricordare la mia mammina e a quanto era fiera di aver comprato una cosa o l’altra. Ancora grazie giulia, ti salutu e tante belle cose
Cara Giusy,
leggendo quanto hai scritto sono tornata indietro nel tempo…ricordo che ad un certo punto scattò come un segnale nella mia famiglia e cominciò l’acquisto del corredo per me e mia sorella….con mio padre che pagava il conto nei vari negozi di corredo ed io che guardavo meravigliata tutta questa roba che prendeva spazio negli armadi! Anch’io ho le famose lenzuola di lino,messe solo una volta e poi religiosamente ripiegate e mai più toccate (sulu mi si lavunu e mi si stirunu ci voli na iurnata) ed il famoso coordinato buono di lenzuola e copriletto mai usato (sulu na federa è randi comu piazza Italia)!!
Grazie per avermi fatto rivivere qualcosa che solo noi donne reggine possiamo comprendere.
Tina
Grazie a voi ragazze che avete avuto la fortuna di condividere con me questi momenti cruciali nella vita di noi figlie di madri reggine….a sto punto c’è da chiedersi…davvero noi riusciremo ad esimerci dal non emulare le nostre madri??…jeu pensu chi cacchi lenzoleddu di riffa o di raffa e notri figghj fimmini ciù rifilamu…se non altro pi ricordu!!
Sicuramente no…anche perchè erediteranno quello che noi abbiamo lasciato nell’armadio!!
Ma ieu mi modernizzai….e vi spiegu comi;quando me figghia iva all’asilo s’era fissata cu nu certu tipo i merendini chi,cugghiendu i punti,ti davunu i regali….insomma capiscistuvu quali!!!ieu ndi cugghia tanti chi a fini ci ritirai na bella trapunta mbottita.Quandu rrivau na cacciai proprio da scatula,a chiudia i novu e fora ci scrissi: ” questa trapunta è di A. se l’è guadagnata con tutte le merendine che si è mangiata!” Ecco così il primo pezzo del corredo di mia figlia!!!