Come in ogni famiglia reggina che si rispetti, la tradizione di preparare in casa i buttigghi i pumaroru in estate, diventa un obbligo per tutta la famiglia.
Ma vediamo nello specifico cosa accade.
Si inizia da settimane prima il rito della preparazione per non arrivare all’evento impreparati e così vediamo le madri affaccendate a lavare intere cascitti i pumaroru e buttigghi a perdiri.
Arriva così il giorno più temuto dai figli reggini i quali, volenti o nolenti, vengono svegliati in orari improponibili per collaborare.
Inizia dunque a prendere forma una vera e propria catena di montaggio umana: ognuno ha un compito ben stabilito, chi deve passare i pomodori, cu avi a mentiri u basilicò nte buttigghi, colui che procede alla salda chiusura delle stesse ed infine la persona preposta a badare al Caddaruni dove cuoceranno lentamente.
Lo scenario è degno di uno dei migliori film di Hitchcock: peri, mani, brazza e indumenti lordi i pumaroru. E finchè non si è finito il tutto, ci si arrangia lavandosi alla buona con la pompa attaccata al rubinetto in giardino.
Eh sì, il reggino è disposto a perdere intere giornate pur di mangiare roba genuina perché ddi porcarii chi vindunu o supermercatu non sunnu a stessa cosa.
Ma veniamo ai figli: la mia esperienza personale narra di anni e anni di sveglie solo per mettere quel dannato basilico nelle bottiglie. Con l’andare avanti del tempo, tuttavia, sono riuscita ad esentarmi provando ogni tattica possibile: dal ciclo mestruale (si narra che le donne durante quei giorni non possano toccare i pomodori pirchì si nfracitunu) al classico mal di testa.
Alla fine, i miei genitori capendo l’antifona, hanno acconsentito dal tirarmi fuori da quella angoscia, commentando però seccamente ogni anno: “Poi però ti piaci mi ti mangi a sarsa frisca, ‘ndegna!”
by Filosofa
ahahahah anch’io usavo lo stesso espediente per non fare niente la frase magica era “ho le mie cose”
…quanti ricordi! i preparativi erano preventivamente studiati a tavolino il giorno prima con tanto di mappa della zona d’operazioni in stile strategia militare! ad ognuno veniva assegnato un compito specifico e guai a non rispettare la tabella di marcia! e per ultimo … ricordo le mitiche ciabatte in plastica bucherellate, color marrone, che una volta costavano una minchiata mentre ora sono alla moda e ti occorre quasi un mutuo per acquistarle! grazie per aver riportato alla mente questi bellissimi ricordi! Ale.
” ‘ndegna!” haahahhaha!! sei grande xD
grazie filippo