Leggi la prima parte: Il sabato sera del tamarro [1]
Entrando in discoteca Rocco, atteggiandosi alla Tony Manero, inizia a salutare tutti sbracciandosi a più non posso benchè non conosca nessuno: lo fa per darsi un tono e per dare l’illusione a chi lo nota di essere popolare in quell’ambiente. In effetti ottiene in parte l’effetto sperato, e cioè tutti lo guardano, ma con il piccolo particolare che ciò accade per via della sua improponibile camicina. Ma lui questo non lo sa e pensa lo guardino “perche’ figo”!
Tra musica assordante , luci, un mix di odori tra rocco rabocco e zaffate ascellari, Rocco ed i suoi amici (non fratelli n.d.r.) si dirigono con fare baldanzoso verso la pista da ballo e, dopo aver sbirciato , importunato, apostrofato in maniera indicibile la sfortunata cubista che si è trovata sulla loro strada, decidono di tuffarsi in pista. Qui Rocco da sfoggio delle sue abilità di ballerino dando vita ad un nuovo stile: dopo il jazz, il contemporaneo , il classico , il moderno ecco a voi il “kekazzè ” , un misto tra danza tribale, moderna e mimica da steward dell’aereo in fase di decollo che indica le uscite di sicurezza. Tutto questo viene ovviamente notato dai presenti che osservano la performance divertiti.
Rocco orgogliosissimo di tutto ciò mormora agli amici: “A viristi a chidda? Mi sta vardandu, mi voli! È fatta, beccai!” E quindi la “punta“ dirigendosi senza mezzi termini verso la sventurata fanciulla che colpe non ha se non quella di aver osservato uno strano tipo con una camicia improponibile che si dimena come se fosse posseduto dallo spirito di Fred Astaire fatto di crack.
Rocco senza mezzi termini e soprattutto continuando a ballar (ehm, cioè’ a dimenarsi come un pazzo), le si avvicina all’orecchio e le dice: “Ciao cosa , mi sembri una faccia conoscente , è possibili che ‘ndi vittimo in qualche altra vanda?”
La ragazza pensa tra se e se “si, ci siamo visti dal robivecchi dove tu hai comprato quell’obbrobrio di camicia che volevo acquistare anch’io per levare la polvere ma che poi non ho comprato per non offendere la polvere stessa ”; tutto ciò, filtrato dalle buone maniere, fa si che dalla bocca esca un più diplomatico “non penso proprio mi dispiace” .
Ma Rocco non demorde , sua madre gli ha insegnato che non bisogna mollare mai, e ribatte: “Ma sei sicura? Guarda che io a ‘ncuna parte ti ho vista!” E lei, con fare spazientito: “Guarda, sta arrivando il mio ragazzo, lascia stare torna dai tuoi amici.“
Allora Rocco, accennando un sorriso, torna con aria fiera verso i suoi amici e dice loro: “Mi dissi mi mi ‘lluntanu ca nc’è u so zitu , ora su caccia davanti e si ‘ndi veni cu mia; mi dissi chi ‘ndi vittimu a carchi parti ma non si ricorda aundi! Comunque e’ fatta figghioli! Cercativi un passaggiu mi vi ‘ndi turnati pa casa chi stasira eu beccai!!!”
In attesa che la ragazza lo “cerchi”, l’allegra comitiva decide di andare al bar a bere qualcosa. ”Cumpari chi vi pigghiati nu coctailli? – afferma sempre Rocco – Eu puru, e pi dda figghiola chi sta ‘mbivendu ddu cosu blu chi pari paraflu è pavatu!”
il cameriere fa notare alla ragazza che le è stato appena offerto il drink , lei lo guarda, sorride (in realtà vorrebbe sganasciarsi dalle risate), tracanna il drink e sparisce più veloce della luce!
Gli amici dicono a Rocco: “Varda ‘mpare, beccasti puru a chidda! E ora a cu scegli ri dui?“ e giù risate fragorose!!! Rocco accusa il colpo e, per darsi un tono, dopo varie spintonate scandite dai classici “pavu jeu” ,“no cumpari lassati stari ma viu jeu “, “finiscila non esiste jeu jarmai e jeu pavu” riesce a pagare il conto: 5 drink 60 euro!!! Jastima e malanova rivolta al cameriere unita ad un discorso circa la dubbia moralità della madre!
Il resto della serata procede esattamente come l’inizio e cioè : malevirute, 2 di picche, balli con tentativi malriusciti di strusciamento e “complimenti” ricevuti da ogni dove per la camicina.
Giungono le 5 del mattino e la combriccola decide di uscire dal locale.
“Ora cumpari ‘nci voli u cornettu, non mi vi pari chi ‘ndi imu pa casa!” afferma Rocco. Pronta la risposta di uno degli amici: “Si cumpari, puru pirchì dda figghiola cu zitu aundè chi ti chiama mi vi ‘ndi iti aniti!!!“ Seguono risate fragorose da parte di tutti, tranne Rocco ovviamente.
Giunti al bar, ormai rassegnati al fatto che la serata si sarebbe chiusa in bianco, il nostro Rocco decide di sparare la sua perla di saggezza: “Figghioli non c’è nenti ‘nti sta città, è propriu veru! Parigi donne e champagne, Riggiu pugnetti e gazzusi!”
Scatta quindi altra risata fragorosa da parte del gruppo, compreso Rocco questa volta, accompagnata però da un suo gesto inconsulto che fa cadere la marmellata del cornetto sulla camicia.
Repentina imprecazione di Rocco: “Mannaia la buttana, mi cariu a marmellata ‘nta camicia nova! Ora a pozzu ittari!”
Visto Rocco? Qualcosa di positivo e’ accaduto in questo sabato sera…. va jetta ‘dda mappina!!!
by Notturno
A bellezza filosofu, ti mmeriti nu bellu cafè… Ah, ovviamenti, E’ PAVATU!