La caduta di Bossi ed i suoi 23 anni di (in)successi

4 Dicembre 1989: Umberto Bossi nel raduno di Pontida fonda la Lega Nord. E finalmente dopo ben 23 anni di storia “il re è nudo”, finalmente il “senatur” è stato smascherato. Partito fondato per raccogliere tutti i movimenti autonomisti del nord Italia, si è sempre contraddistinto per la sua “lotta di piazza”: nello scacchiere politico italiano è posizionato a destra, ma ha sempre raccolto voti anche dal popolo di sinistra.

Ma questi 23 anni di leadership come possono essere riassunti? Al di là dei convincimenti politici (che possono essere condivisibili o meno), la lega è riuscita a perseguire i propri obiettivi tanto sbandierati ad ogni occasione? Proviamo a sviscerarne un paio per poi tirarne le somme.

  • Il cavallo di battaglia della Lega nord è sempre stato la SECESSIONE del nord Italia dal resto del paese, poiché si ritiene che il produttivo nord venga privato della sua ricchezza essendo ridistribuita (per la parte tassativa) direttamente a Roma. Ad oggi, possiamo dire che è stato compiuto anche un minimo passo verso la secessione? Assolutamente no, ma i suoi militanti ancora ci credono. Un po’ come alla befana.
  • Altro cavallo di battaglia della Lega Nord è il tormentone “Roma Ladrona” con i suoi politici che abitano i suoi palazzi. Ma i politici della lega dove sono? E quanti sono? A noi sembra che di leghisti attaccati alla poltrona di Roma siano in tanti e non è mai stato visto nessun leghista lasciare il posto di parlamentare a seguito di risultati non ottenuti. Inoltre, quanti sono i leghisti che occupano contemporaneamente le poltrone di parlamentari ed amministratori locali? Secondo un’inchiesta de “L’Espresso” sono ben 42. Solo il PDL ne vanta di più. E vogliamo parlare poi del fenomeno del nepotismo, tanto combattuto da Bossi e dai suoi colonnelli? Forse è meglio di no, magari potremmo essere accusati di millantare presunti legami di sangue tra Bossi ed “il Trota”! Inoltre, l’attuale legge elettorale denominata “Porcellum” porta proprio la firma di un leghista (Roberto Calderoli). E questo sistema elettorale è il più antidemocratico mai visto nella nostra storia repubblicana, poiché garantisce sempre a-priori la poltrona ai politici più potenti.
  • La Lega ha sempre difeso la legalità (a parole). Perché poi nei fatti ha sempre votato le leggi ad personam di Berlusconi (basti pensare alla depenalizzazione del reato di falso in bilancio), al salvataggio dei vari deputati colti da avvisi di garanzia (uno su tutti Nicola Cosentino). Legalità, appunto.
  • La Lega ha fondato le sue battaglie sulla lotta alla mafia ed alla ‘ndrangheta: per loro al nord non sono mai esistiti fenomeni mafiosi e non esisteranno mai. Eppure che le mani della ‘ndrangheta siano sugli appalti dell’Expo di Milano ne sono a conoscenza tutti. Eppure i consigli comunali dei paesini (ed anche più che paesini) leghisti sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose. E come se non bastasse, per la legge dantesca del contrappasso, Bossi si è dovuto dimettere travolto dallo scandalo in cui la ‘ndrangheta era parte attiva della vicenda. Stupenda conclusione.
  • La Lega ha sempre detto di voler difendere gli interessi degli operai, degli agricoltori, delle persone “meno agiate”: eppure in questi anni l’unica difesa ad oltranza adottata è stata quella di non far pagare le multe per le quote latte agli agricoltori padani e di accollarle, invece, all’Italia intera. Per il resto, quando Berlusconi aumentava le tasse al ceto medio-basso ed ai pensionati rifiutandosi di aumentare la pressione fiscale su chi era già benestante, la lega non faceva mai mancare il suo voto. Così come quando avvenivano i tagli ai comuni (ed al nord i piccoli comuni sono per lo più governati da loro), la lega non si è mai opposta in parlamento. In piazza però si. Che gran furboni!
  • La Lega è sempre stata fondamentalmente “razzista”:  perché è necessario catalizzare il malcontento della gente sempre verso “un colpevole di turno”. Prima quelli del sud, poi gli stranieri. Perché al nord “non c’è più sicurezza con tutti questi stranieri”. E perciò lo stesso Bossi diventa firmatario della leggi che porta anche il suo nome (la famosa da Bossi-Fini),  cantando vittoria per la legge promulgata. Ed infatti, dal 2002 (data in cui viene introdotta la legge) in soli 5 anni gli stranieri in Italia son passati dal 2,6% al 5%. Senza dimenticare Lampedusa l’anno scorso con le frontiere chiuse in Francia per tutti quei clandestini che riuscivano a scappare fino a Ventimiglia senza essere bloccati. Che successone!
  • Capitolo Federalismo: non potendo arrivare alla secessione (ma ancora viene gridato a Pontida “Padania Libera”), si è provato a fare un più fattibile “federalismo”. E pur essendo stati al governo per più di 10 anni hanno ottenuto solo un misero federalismo a livello comunale, festeggiato come una vittoria dei mondiali. Poca roba visto che le tasse che rientrano ai comuni sono veramente poche. Il vero federalismo sarebbe stato quello regionale, ma non si è fatto niente. Da non dimenticare, inoltre, i tentativi fatti in passato con la legge sul federalismo (la  “Devolution”), bocciata dal referendum costituzionale del 2006 con il 61,3% dei voti contrari. Neanche il centro-nord stesso votò a favore, raggiungendo il 52,6% dei no!!!!!

Tirando le somme, i fallimenti della Lega sono stati:

  1. Secessione
  2. Lotta alla casta e nepotismo
  3. Legalità
  4. Difesa del ceto medio-basso
  5. Immigrazione
  6. Federalismo

Ancora da capire come faccia questo partito a raggiungere circa il 10% dei consensi elettorali. Forse sarà vero che “ce l’hanno duro” e quindi sarà votato in massa dalle donne?!? A guardare Bossi, il Trota, Calderoli, Borghezio, Castelli a noi resta qualche dubbio…..

by Filosofo

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2 risposte a La caduta di Bossi ed i suoi 23 anni di (in)successi

  1. Vittorio scrive:

    Se B.B. stesse per iconizzare Brigitte Bardot, forse sarei in coda per darle il voto.
    Purtroppo si tratta, invece, di Bossi e Berlusconi che nell’immaginario sulla grande attrice, possono solo vantare di avercelo duro; chissà poi se è proprio così.
    Personalmente sono molto contento per la caduta dello stregone di Pontida, riservando la mia pena al suo ingenuo popolo elettore.
    Distinti saluti Vittorio

  2. Pingback: LA LEGA NORD E UMBERTO BOSSI VISTI CON UN PO’ DI… FILOSOFIA! | Blog a cura di Alessandro Marcianò

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