“Giuanne…Giuanne russigghiati su i quattru e menza e a pigghiari l’aereo pi Roma” , “Ma su i quattru e menza lassimi futtiri Peppina, l’aereo è e sei e menza, c’è tempu” , “Ma chi dici Giuanne?! Chi ti pari chi é u trenu o l’autobussu? A iessiri all’aeroportu na ura prima, ha fari u check-in nta signurina” , “E chi è u scecchignu?!?” ….
Inizia così il giorno del primo viaggio in aereo del sig. Giovanni. Deve recarsi a Roma per incontrare alcuni parenti, ma non ha mai preso un volo in vita sua , ignora pertanto tutte le procedure d’imbarco dei voli.
Alle 5:30, arriva in aeroporto , dà un bacio alla sua Peppina e affronta la stazione aeroportuale del TITO MINNITI . Entrando nota i nastri che delimitano la fila , ci sono poche persone , ancora è prestino ma lui non ha la benché minima intenzione di fare la fila, quindi chiede all’ufficio informazioni: “Scusati signorina aundi haiu a bullari u bigliettu mi ‘nchianu ‘ntill’aereo?” . “No signore, il biglietto aereo non si oblitera. Dove è diretto?” , “ ‘Nti me cumpari ” , “Sì, ma in quale citta’ ?” , “Ah, scusati , a Roma”, “Bene , deve recarsi al banco check-in, lì di fronte dove c’è scritto Roma” , “E haiu a fari a fila?” …. La signorina annuisce e fa finta di rispondere al telefono per levarselo di torno.
Rassegnato si mette in fila e aspetta pazientemente (jastimandu) il suo turno. Dopo pochi minuti, si presenta al banco check-in della signorina Emiliana: “Buongiorno signorina, haiu a fari ‘cca u scecchignu”. La signorina Emiliana pensa tra sé e sé: “A postu simu, a ‘ncuminciammu a jornatedda!” e risponde: “ Il check-in signore? Sì, deve farlo qui. Gentilmente mi dà il biglietto e un suo documento ?” , “U documentu? E chi siti a polizia o postu i bloccu??? Mmah ..sti cazzi d’aerei! Tè ‘cca ” . La signorina registra il nominativo e chiede: “Preferisce corridoio o finestrino? “ , “Comu?!? Corridoio?!? 250 euro i bigliettu e mi vuliti zziccari ‘nto corridoio? Finestrino grazie, puru pirchì si non vardu fora mi perdu d’aria” . La signorina incalza: “Ha bagaglio?” , “Sì” , “Che bagaglio ha? “ , “Quattru rrobbi” . Emiliana ha risolto il “problema” su cosa scrivere nel suo status su facebook appena imbarcato il volo , quindi risponde soffocando una risata: “No, intendo dire bagaglio a mano o lo spedisce?” , “Haiu a pavari a differenza?” .
Emiliana, a questo punto, evita ogni ulteriore commento, spedisce il bagaglio e raccomanda l’imbarco al sig. Giovanni al Gate 1, anzi correggendosi subito dopo gli dice: “Dda, a vostra destra, aundi ci su tutti ddi genti”
Giovanni ringrazia e si dirige ai controlli di volo , vede che tutti si tolgono cellulare ,portafogli, orologio,cintura e pensa: “Ma pirchì s’hannu a fari tutti sti burdelli pi nu cazzu i volu mmah! ”.
Stranamente senza intoppi, passa i controlli di volo , accede al pianterreno e vede un’altra fila “Uttana n’atra fila….mi rrumpia i palli faciva prima mi vaiu ca lapa a Roma” . Comunque, anche in questo caso, non mi faci maliviruti, segue pedissequamente ciò che fanno le persone che lo precedono, quindi attraversa il piazzale e sale in aereo. Appena entrato si stupisce dell’ambiente stretto e angusto e pensa: “Uttana pariva tantu randi i fora inveci pari nu jaddinaru stu cosu! ” , ma nota in seconda fila delle poltrone più grandi di cui una libera vicino al finestrino e quindi ci si siede.
Dopo qualche minuto gli si avvicina un distinto signore “Mi scusi ma questo è il mio posto” , “Ah sì? E aundi è scrittu chi è u toi? “ , “Qui sul biglietto , vede? Fila N. 2, posto B “ , “Mindifuttu, eu rrivai prima e non mi movu” . Al che il signore appena arrivato chiama lo steward il quale, dopo una ventina di minuti, riesce a far capire al sig. Giovanni che quello non è un treno e i posti sono assegnati al banco check-in, nel suo caso il suo posto è nella fila 32 in fondo all’aereo, proprio vicino ai motori di coda . “Dda cazza i signurina mi futtiu ‘nto bonu cu stu scecchignu , quando tornu a consu eu” .
Dopo circa mezz’ora, il comandante comunica l’inizio della discesa verso Roma e Giovanni si stupisce “Uttana gia’ rrivammu? E senza mancu na fermata?….Minkia! ” . Una volta atterrati scende dalla scaletta e nota il bus che porta al terminal: “Varda a iddi chi organizzazioni … c’è già l’autobussu “. Si avvicina al conducente e gli chiede: “Scusati capo ferma o Colosseo? “ . Il conducente pensando fosse uno scherzo scoppia a ridere . Giovanni, a sua volta per darsi un tono, sorride e si allontana mormorando: “Chi cazzu ‘nci ridi stu stortu? Haiu a iri o Colosseo” . Capirà dopo pochi minuti che la navetta lo porta solo all’aerostazione di FIUMICINO . Giunti lì, scende ed esce fuori dove ci sono i taxi pensando: “Ora su a Roma, non pozzu fari u tamarru chi pigghia u trenu , fanculu e sordi, a stu giru mi vogghiu permettiri stu lussu ru tassì” . “Scusate capo per andare al Colosseo cosa mi costa? “ ‘Na mezza piotta e te ce porto io fraté’ “ , “ ‘Na mezza che??” , “50 euro “ …..
“Jetta sangu mi pigghiu u trenu fanculu all’aereo, o tassì, a mia e puru a signurina ru scecchignu, a prossima vota mi ndi vegnu ca lapa “ .
By Notturno